Jacques Lacan, Ancora.

"l'inconscio non è che l'essere pensa, l'inconscio è che l'essere, parlando, gode, e, aggiungo, non vuole saperne di più.
Aggiungo anche che questo vuol dire non sapere assolutamente niente".


J. Lacan, Il Seminario XX, Ancora.


25 ott 2011

Amore domanda amore... encore

L'incontro sarà tenuto da Antonio Di Ciaccia che presentarà
il Seminario. Libro XX di Jacques Lacan.



14 ott 2011

Fondo - solo come sono sempre stato nella mia relazione con la causa analitica - l'Ècole Françoise de Psychanalyse […]

Questo atto di fondazione non tiene in nessun conto semplici abitudini. […]

A quanti possono interrogarsi su ciò che ci guida, sveleremo la ragione. L'insegnamento della psicoanalisi non può trasmettersi da un soggetto ad un altro che attraverso un transfert di lavoro.

                                                                                                                                                                             Jacques J. Lacan, Atto di Fondazione, 21giugno 1964.

***



SEGRETERIA DI RIMINI DELLA SCUOLA LACANIANA DI PSICOANALISI



Tema dell'anno

LA SCUOLA DI LACAN




Cari amici, cari colleghi,
siete tutti invitati a partecipare mercoledì 19 ottobre alla

Serata de “la Biblioteca

in preparazione al
FORUM SLP
del 22 ottobre 2011 - Milano

La psicoanalisi di fronte alle angosce della civiltà: crisi economica, politica e spirituale



Intervengono:

§        Omar Battisti
               psicologo, psicoterapeuta
            I panni sporchi si lavano in casa
            detto popolare
            LA CASA DOV'E'???
            Jovanotti > L'albero (1997) > Questa è la mia casa


  • Gabriele Pazzaglia
            partecipante SLP
            Spunti a partire da
            Jacques-Alain Miller
            Una fantasia


Coordina


Simona Zaghini

responsabile Biblioteca - Segreteria di Rn della SLP

Discutono


§        Loretta Biondi
            membro SLP


§        Domenico Cimino
            partecipante SLP


L'incontro si svolgerà, dalle ore 20.45 alle ore 22.45, nella sede della Segreteria di Rn della SLP in Via Roma,7 Rimini.


M.Antonella Del Monaco
per la Segreteria di Rn della SLP





28 set 2011

La psicoanalisi di fronte alle angosce della civiltà: crisi economica, politica, spirituale.

Forum SLP Milano, 22 ottobre 2011
Presso la Società Umanitaria, via San Barnaba, 48 (Sala Facchinetti)
PROGRAMMA
Mattino
ore 9.00 Accoglienza
ore 9.45 Apertura
ore 10.00 Introduzione: Paola Francesconi, presidente S.L.P.
ore 10.15 Tavola rotonda:“Sradicamento, perdita di senso dell’esistenza, questione femminile”
Intervengono:
Carmen Leccardi, professore ordinario di Sociologia della Cultura, Università di Milano- Bicocca

Monsignor Agostino Marchetto, Segretario, sino al 2010, del Pontificio Consiglio dei migranti
Giuliana Kanzà, psicoanalista, membro SLP

Coordina e discutePierre-Gilles Guéguen,psicoanalista a Parigi, membro ECF
ILLUSTRAZIONI CLINICHE
Nicola Purgato, psicoanalista, membro SLP
Laura Rizzo, psicoanalista, membro SLP
Discute: Carlo Viganò, psicoanalista, membro SLP
ore 12,30 Pausa pranzo

Pomeriggio
ore 14.00 Tavola rotonda “Che fare di ciò che resta di un’analisi”
Intervengono:
Paola Bolgiani,psicoanalista, membro A.E della SLP
Sergio Caretto, psicoanalista, membro A.E della SLP
Coordina e discute: Pierre-Gilles Guéguen
ore 14.50 Tavola rotonda "Nuovi scenari simbolici: precarietà soggettiva, lavoro povero, omologazione"

Intervengono:
Paolo D’Alessandro, professore associato di Filosofia teoretica dell'Università degli Studi di Milano
Massimo Amato, professore di Storia della moneta, Università Bocconi Milano
Rosa Elena Manzetti, psicoanalista, membro SLP
Coordina e discute Pierre-Gilles Guéguen

ILLUSTRAZIONI CLINICHE
Pasquale Indulgenza, psicoanalista, membro SLP
Massimo Termini, psicoanalista, membro SLP
Discute: Marco Focchi, psicoanalista, membro SLP
ore 17.00 Conclusioni Pierre-Gilles Guéguen e Paola Francesconi
Iscrizione in loco
Quota 20 euro
10 euro per gli studenti

Verrà rilasciato attestato di partecipazione

Per informazioni:
Scuola Lacaniana di Psicoanalisi (SLP)
Via Daverio, 7 - Milano
e-mail. segreteriaoperativa@scuolalacaniana.it
Tel e Fax 02 54122747 http://www.scuolalacaniana.it//























10 mar 2011

Modernità della psicoanalisi nella clinica nella cultura nel sociale

Sono aperte le iscrizioni al Convegno annuale della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi www.scuolalacaniana.it € 100,00 entro il 30.3.2011 € 50,00 entro il 30.3.2011 per gli studenti (sino a 26 anni) Per gli allievi dell’Istituto freudiano la partecipazione è obbligatoria e gratuita. - dopo il 30.3.2011 € 130,00 € 70,00 per gli studenti (sino a 26 anni) E.C.M.: E’ in corso la richiesta di crediti ECM per medici e psicologi. Il costo è di € 20,00. Modalità di iscrizione: Bonifico bancario sul conto corrente intestato a: Scuola Lacaniana di Psicoanalisi, Deutsche Bank - Ag. H 468 di Milano, Codice IBAN: IT76M0310401608000000821332. Importante: nella causale specificare nome e cognome di chi si iscrive al Convegno. Dopo il pagamento del bonifico potete compilare il modulo di iscrizione che trovate in allegato e che vi prego di inviare a: segreteriaoperativa@scuolalacaniana.it Proposte di Intervento Le proposte di intervento nelle sale simultanee dovranno essere inoltrate a m.bolgiani@libero.it entro il 10. 3. 2011. I testi, che non dovranno superare le 10.000 battute, dovranno essere inviati entro il 15. 4 2011 sempre a m.bolgiani@libero.it e dovranno inerire i tre assi tematici previsti: - Eclissi e varianti del desiderio - Trasformazioni della domanda - Inerzia e mutamenti della soddisfazione Attività collaterali al Convegno Il Comitato organizzativo, costituito da Carlo Monteleone, Laura Freni e Giovanni Lo Castro propone alcuni eventi culturali di grande valore artistico e di ineguagliabile bellezza. ‐ Venerdì 10 giugno. Acitrezza e Acicastello, per la visita al Castello normanno ed ai Faraglioni (le “pietre” scagliate da Polifemo contro Ulisse). Distanza da Catania 2 km, percorribili con l’autobus di città ‐ Sabato 11 giugno durante la pausa pranzo, visita alle antiche cucine del monastero dei Benedettini (necessaria la prenotazione) ‐ Domenica 12 giugno (dopo il Convengo) Gita a Siracusa dove la sera al Teatro Greco, all’interno del Ciclo di Spettacoli Classici, verrà rappresentata la tragedia di Filottete di Sofocle. (per info www.indafondazione.org). A Siracusa si potrà anche cenare nell’incantevole isola di Ortiglia. ‐ In alternativa alla visione della Tragedia a Siracusa, sempre domenica pomeriggio, escursione sull’Etna (Casa Cantoniera 2000 m., con possibile estensione sino ai 2700 m., in funivia o in fuoristrada) L’escursione presenta un interesse particolare in quanto è prevista, non garantita, un’attività eruttiva. Sarà possibile sia cenare in un ristorante sul posto, oppure rientrare Catania, per godere della bellissima “movida” nel centro storico. ‐ Quanti lo desiderano potranno optare anche per una escursione nella incantevole Taormina, raggiungibile sia in autobus che in treno, o, in alternativa, con un mezzo organizzato. (in ragione del numero dei partecipanti). Anche in questo caso sarà possibile cenare in loco. ‐ ‐ Per informazioni e prenotazioni agli eventi proposti scrivere a Giovanni Lo Castro:. locastro@interfree.it Isabella Ramaioli Segretario SLP
Scuola Lacaniana di Psicoanalisi MODERNITA’ DELLA PSICOANALISI (nella clinica, nella cultura, nel sociale) Catania, 11 e 12 giugno 2011 Nome e Cognome ......................................................................... Indirizzo ....................................................................................... Città ...............................................CAP ............... Prov. ............... Tel. .............................................. Fax .......................................... e-mail .......................................................................................... Codice fiscale o Partita IVA (per rilascio fattura) ............................ Richiesta crediti ECM (medici e psicologi)........sì/no...................... Ammontare della quota versata ................................................... Quote d’iscrizione € 100,00 entro il 30.3.2011 € 50,00 entro il 30.3.2011 per gli studenti (sino a 26 anni) dopo il 30.3.2011 € 130,00 € 70,00 per gli studenti (sino a 26 anni) E.C.M.: Se richiesto più € 20,00. . Modalità di iscrizione: Bonifico bancario sul conto corrente intestato a Scuola Lacaniana di Psicoanalisi , Deutsche Bank - Ag. H 468 di Milano, Codice IBAN: IT76M0310401608000000821332. Importante: nella causale specificare nome e cognome di chi si iscrive al Seminario, imprescindibile per chi utilizzasse per il versamento un conto corrente di cui non è titolare. Dopo il pagamento del bonifico compilate questo modulo d’iscrizione che potete inviare a: segreteriaoperativa@scuolalacaniana.it oppure per Fax al n. 02 54119539

7 mar 2011

VENERDI' 11 MARZO 2011 TAVOLA ROTONDA PUBBLICA: TRA UOMINI E DONNE I FRAMMENTI DELL'AMORE. QUANDO LA PSICOANALISI SCENDE DAL LETTINO

Presenta PIERANGELA PARI Psicologa, Psicoterapeuta, Partecipante attività SLP Coordina DANIELA CORNACCHIA Giornalista Icaro TV Intervengono MASSIMO TERMINI Psicoanalista della SLP e dell'AMP, Docente dell'Istituto freudiano, Curatore del libro “Quando la Psicoanalisi scende dal lettino” Ed. Borla DOMENICO CIMINO Partecipante SLP, Psicologo - Centro Lacaniano di psicoanalisi applicata - Rimini OMAR BATTISTI Psicologo - Associazione Violetta - Fano EMANUELA RADI Psicologa Psicoterapeuta - Centro AncorA - Cattolica Info e iscrizioni PARTECIPAZIONE GRATUITA Evento ECM - partecipazione obbligatoria ai quattro incontri Cell: 338 8230339 - E-mail: fedrabucelli@gmail.com www.istitutofreudiano.it - www.lapsicoanalisi.it www.forumpsi.it- www.bibliotecalacaniana.it - www.cecli.it

21 feb 2011

VENERDI' 25 FEBBRAIO 2011 "Le donne e i sembianti" Carole Dewambrechies

Per il Ciclo di Conferenze dal titolo "Tra l'uomo e le donna", organizzato dall'Antenna del Campo Freudiano di Rimini e dall'Istituto Freudiano per la clinica, la terapia e la scienza, venerdì 25 Febbraio si terrà il seguente incontro: PROGRAMMA ore 20:00-20:30 Registrazione partecipanti ore 20:30-22:30 Le donne e i sembianti Docente relatore: CAROLE DEWAMBRECHIES, Bordeaux Psichiatra, Psicoanalista AME dell'AMP e dell'ECF,Docente della Sezione clinica di Bordeaux ore 22:30-23:30: Dibattito Docente relatore LORETTA BIONDI Psicoanalista della SLP e dell'AMP, Luogo: Sala degli Archi - Palazzo dell'Arengo - Piazza Cavour - Rimini

PAOLA FRANCESCONI presidente S.L.P. sul Convegno di Catania MODERNITA' DELLA PSICOANALISI

Paola Francesconi Modernità della psicoanalisi A differenza della medicina, che è diventata scientifica nell'ultimo secolo, e lo è sempre di più per i suoi mezzi tecnologici, ma esisteva anche molto prima, secoli prima dell'avvento della scienza, fino all'epoca di Moliére, come sappiamo da *Il malato immaginario*, la psicoanalisi non poteva venire alla luce prima che lo spirito scientifico animasse il mondo. Mentre la medicina è stata anche antica, la psicoanalisi può essere solo moderna, lo è nel suo stesso venire al mondo. Il principio freudiano della libera associazione comporta l'idea che una concatenazione di parole, apparentemente *libere*, sarà progressivamente soggetta alla determinazione della legge della propria struttura interna: ciò presuppone la fiducia nell'operatività dello spirito scientifico al di là dell'intenzione del soggetto. Freud è partito da lì, dal determinismo dell'inconscio. Certo, noi sappiamo che la psicoanalisi non è una scienza: il fatto che il soggetto della psicoanalisi sia lo stesso del soggetto della scienza non fa della psicoanalisi una scienza, ma implica che la psicoanalisi sia, come ci insegna Jacques-Alain Miller, una *conseguenza* del discorso della scienza, che si colloca in questa conseguenza, ed è questo che fa la sua modernità. Il tema del Convegno di Catania, Modernità della psicoanalisi, può venire inteso in questo senso, ovvero che la psicoanalisi nasce e si colloca sempre, in ogni epoca successiva all'avvento della scienza, in una consequenzialità rispetto alla scienza. In ogni epoca una modernità della psicoanalisi. Essa cesserebbe di essere moderna nella misura in cui si facesse paladina di ideali, di mitologi e, di posizioni regressive rispetto, ogni volta, all'attualità dell'operatività della scienza nel mondo. Un tema di cui abbiamo fatto un nostro punto centrale di riflessione, a partire da Lacan, il declino del padre, è, per esempio, uno degli effetti principali dell'azione scientifica nel mondo in cui viviamo. Effetti che si manifestano in vari registri, dall'incidenza che la scienza ha avuto nel rimaneggiamento della struttura della famiglia, del rapporto tra i sessi, oppure nel sociale, nell'omogeneizzazione del nostro mondo sul piano delle comunicazioni, economico, finanziario, e così via... Vedere la modernità nella clinica, nella cultura, nel sociale, come indica il sottotitolo del Convegno, vuol dire decifrare queste incidenze in ciascuno di questi ambiti e indicare il posto in cui può collocarsi la psicoanalisi per isolare il punto di reale che fa sintomo nel determinismo presupposto dall'azione scientifica, il punto irriducibile, di inciampo del determinismo. Vuol dire prendere le misure dal disagio della civiltà che la scienza comporta, vuol dire decifrare la società al punto in cui si trova come effetto del discorso della scienza, poiché la psicoanalisi non può situarsi fuori, chiamarsi fuori, per così dire, dalle conseguenze delle modificazioni indotte dalla scienza. Insomma, essa trova la propria ragione, ed anche *la ragione dopo Freud*, come dice il Lacan de *L'istanza della lettera nell'inconscio*, nell'indicare dove il reale fa sintomo nel discorso della scienza. E per fare questo, occorre prendere posto nelle sue conseguenze: non è possibile l'una cosa senza l'altra. La psicoanalisi non può proporre il ritorno a un umanesimo prima del discorso della scienza, il ritorno a un padre precedente alla sua dissoluzione. Se teniamo conto di questa definizione della modernità della psicoanalisi, potremmo darci come stimolo per il lavoro del Convegno l'interpretazione e la decifrazione di come ciascuno di questi tre ambiti (clinica, cultura, sociale), sia rimaneggiato, rimodellato, dall'incidenza del discorso scientifico attuale, e collocare in queste conseguenze la psicoanalisi e la sua capacità, a partire dalla sua esperienza, di isolare i punti in cui si segnala maggiormente il rischio di quella forclusione del soggetto che è sempre all'orizzonte dello sviluppo esponenziale della scienza contemporanea. Forclusione particolarmente evidente quando, nel terreno clinico, il ricorso alla chimica, o alla causalità biochimica, tende ad abolire il reale dell'essere parlante. __._,_.___

MODERNITA' DELLA PSICOANALISI nella clinica, nella cultura, nel sociale CONVEGNO NAZIONALE S.L.P. - Catania 11 e 12 Giugno 2011

26 gen 2011

Intervista a JEAN-LOUIS GAULT - Psichiatra, Psicoanalista AME dell'AMP e dell'ECF - di FEDRA BUCELLI Segretario SLP Rimini

Segreteria SLP RIMINI: Intervento pronunciato in occasione della giornata in preparazione al Convegno di Torino 2010 “DALLA PARTE DELL'INCONSCIO”

È possibile un’istituzione psicoanalitica dalla parte dell’inconscio? M. Antonella Del Monaco Inizio con una premessa: per me, il significante Scuola racchiude in sé un valore agalmatico; veicola e localizza il mio desiderio per la psicoanalisi, per la Scuola, quella che Lacan, ha fondato in una posizione di solitudine rispetto alla sua relazione con la causa analitica. Per questo la mia riconoscenza va in primo luogo, a “quello sparuto gruppetto” di suoi allievi, che creando l’ECF, ha scelto di continuare con la Scuola e con la passe cercando“di dimostrare che questi concetti sono parte integrante del suo insegnamento e che toglierli significa misconoscerne completamente la sua logica.” È esclusivamente a partire da questo mio desiderio per la Scuola di Lacan che ha origine questo mio lavoro. **** Coordinate teoriche di questo lavoro: 1. Marco Focchi, Dalla parte dell’inconscio. 2. J.-A. Miller, La scuola di Lacan, in Delucidazioni su Lacan, Antigone edizioni, 2008. 3. J.-A. Miller, Seminario di politica lacaniana, in Appunti N: 59,62,66,67,69. Marco Focchi, Presidente della nostra Scuola, introducendo l’argomento del prossimo Convegno che si terrà a Torino, Dalla parte dell’inconscio, precisa che si tratta di un tema “essenzialmente politico”, in quanto pone una linea di demarcazione tra – “un al di qua” - la posizione, la scelta della Scuola, della psicoanalisi, di collocarsi dalla parte dell’inconscio e – “un al di là” - “i funzionari della normalità”, che mirano a forcludere il soggetto. Mi sembra, che“il politico” sia così posto, nel marcare la diversa posizione, la contrapposizione fra il discorso psicoanalitico e il discorso del padrone. Il primo logicamente attribuito alla Scuola, il secondo posto d’emblée al di fuori di essa. Con questo mio intervento – a partire dai due testi che ho lavorato e dalla situazione che la nostra Scuola attualmente sta attraversando – vorrei portare ed interrogare la questione politica, “all’interno” dell’istituzione: “in che rapporto si trova l’istituzione, per struttura, con il discorso psicoanalitico e con il discorso del padrone? Detto in altro modo: È possibile un’istituzione psicoanalitica dalla parte dell’inconscio? Un’istituzione che favorisca o per lo meno non metta ostacoli al discorso psicoanalitico? È una domanda che si impone, a livello della logica, che mi sono posta e vi rimando, limitandomi, oggi, a mettere in evidenza solo alcuni elementi: 1. “La carriera di Lacan”, così come la ricostruisce JAM nel Seminario di politica lacaniana; 2. gli atti posti da Lacan; 3. quanto scrive Miller in La scuola di Lacan: “L’istituzione psicoanalitica è una formazione antinomica rispetto al discorso psicoanalitico”. 1. “La carriera di Lacan”. Ne riprendo brevemente le scansioni: - nel ’53 avviene la scissione della Società psicoanalitica di Parigi: Lacan se ne va ed è fuori dall’IPA. - Entra a far parte della Società francese di psicoanalisi. Anni dopo la SFP chiederà l’ammissione all’IPA e dal ’59 sarà supervisionata dall’IPA. - Nel ‘63 la scomunica – una direttiva dell’IPA riguardante la SFP- gli proibisce di “sostenere la qualifica di analista didatta”, cioè di formare degli psicoanalisti. - Nel ’64 fonda l’Ecole Freudienne de Paris. - Nel ’67 la sua Proposta della passe viene rifiutata dagli A.E. e A.M.E della Scuola. - Verrà accolta nel ’69 quando la proporrà all’insieme della Scuola, facendo votare anche i non-analisti. Un numero considerevole di notabili se ne andrà. - Nel ’80 vi è la dissoluzione. - Nel ’81 lo scacco a formare una nuova Scuola, lo costringe ad adottare l’Ecole de la Cause freudienne. Mi chiedo: Che cosa, in questa sequenza di avvenimenti, è riconducibile alla struttura stessa dell’istituzione psicoanalitica? Che cosa si contrappone alla struttura del discorso psicoanalitico e vi mette ostacolo? ***** 2. Dal 1953 al 1963 – conseguentemente al suo uscire dalla SPP - inizia il suo insegnamento all’insegna “del ritorno a Freud”, che mira a ristabilire il modo di intendere la psicoanalisi. A partire dal ’63 Lacan “affronta le conseguenze istituzionali del suo insegnamento” - il suo insegnamento va a delineare un certo tipo di istituzione- “e dà al suo insegnamento delle conseguenze a livello d’istituzione” : un nuovo tipo di associazione, la Scuola; un nuovo modo di lavoro, il cartello; la passe, con la quale propone una nuova definizione dello psicoanalista. “Non è facendo la politica spicciola che si diventa Analista della Scuola, ma facendo la propria analisi. [..] essere in vista, essersi dati da fare per la diffusione della psicoanalisi, sono cose che non conferiscono alcun merito al fine di diventare Analista della Scuola. Lacan è riuscito a sostenere così l’istituzione. Si può davvero dire che una tale istituzione favorisce il discorso psicoanalitico, e quindi favorisce l’analisi.” Potremmo quindi dire che ha creato un’istituzione dalla parte dell’inconscio. Perché ad un certo momento qualcosa vi si oppone? E che cosa? Miller ci fa notare la posizione di Lacan, come egli consideri gli eventi del ’63 come conseguenza di una deviazione all’interno della psicoanalisi, generata dalla convinzione che si possa sapere in anticipo che cos’è un analista, che in campo psicoanalitico non si possa produrre niente più del conformismo. La deviazione è legata al fatto che nell’istituzione c’è un sapere, l’IPA SA che cos’è la psicoanalisi, che cos’è un analista e ne impone l’ortodossia. La risposta di Lacan sarà pertanto, sostituire le Società con la Scuola, ovvero, un’istituzione che ha la particolarità di non sapere che cos’è un analista. Ne scaturiranno 2 conseguenze: l’apertura al non-analista, come avviene nel cartello e la trasformazione di quest’ignoranza in lavoro: la passe. Crea quindi un’istituzione più consona alla struttura dell’inconscio: c’è un buco nel sapere, c’è nel sapere qualcosa che non si può sapere, che è il sapere inconscio. Vorrei ora soffermarmi sulla doppia valenza della passe, così come Miller la mette ben in evidenza: la passe permette di includere nell’istituzione una mancanza: “Un istituzione che include la passe si costituisce intorno ad una mancanza, intorno all’ A barrato, intorno ad un non-sapere che Lacan ha chiamato Scuola.” la passe permette di includere nell’esperienza analitica l’istituzione: “La passe, inoltre, insedia l’istituzione psicoanalitica nel cuore stesso dell’esperienza psicoanalitica” , perché l’analizzante parla della propria analisi ad un’istanza della Scuola. Dopo la scomunica del’63 Lacan opera una disgiunzione: “ha considerato di poter scindere la scoperta dell’inconscio, la psicoanalisi da una parte, e dall’altra l’IPA”. Rompe l’identità, l’equivalenza, Psicoanalisi – IPA, disgiungendo la psicoanalisi da quest’ultima. • PSICOANALISI = IPA o PSICOANALISI ≠ IPA Disgiunzione che avverrà ancora nel ’69 – a seguito dell’opposizione alla sua Proposta della Passe. Lacan constata che la Scuola non si riconosce nella finalità che la passe realizza: “C’è la psicoanalisi, e c’è la Scuola, e soprattutto non confondere le due. La finalità, è la psicoanalisi, la Scuola non è che un mezzo…” • PSICOANALISI ≠ SCUOLA “non è che un’associazione come le altre” , “fatta di persone fisiche con le quali occorre negoziare” . ***** 3. È interessante notare come Miller per collocare al posto giusto la parola “istituzione” la metta in articolazione con l’espressione “destituzione soggettiva”. Egli sottolinea come ogni istituzione sia un tentativo di stabilire un Altro in cui il soggetto possa trovare un posto e come i soggetti analizzanti/ti percepiscano maggiormente la mancanza ad essere, aspirando, ancor di più ad avere un posto nell’Altro. “[…] non sapendo che cos’è l’analista si desidera ancor più lo statuto di membro, segretario, presidente”. Rispetto a questo punto, aveva precedentemente ipotizzato che “come fondamento […] che domina tutta la questione istituzionale della psicoanalisi [si trovi] la formula che l’analista non esiste.” “Il significante analista è strutturato come il significante di A barrato(A).” Così come aveva precisato che con la fine dell’analisi si produce il disessere dell’Altro. È in rapporto a questi elementi, è in questo senso che va la sua affermazione? “L’istituzione psicoanalitica è così una formazione antinomica rispetto al discorso psicoanalitico: questo è un fatto. È anche un fatto che ogni gruppo psicoanalitico è una difesa contro il discorso psicoanalitico.” Per concludere qualche riga dopo: “Bisogna assumere il fatto associativo come una conseguenza del discorso psicoanalitico. ” , Psicoanalista membro SLP. J.-A.Miller, La Scuola di Lacan,in Delucidazioni su Lacan, Antigone Edizioni, 2008, p.342. Ibidem, p.334. J.-A. Miller, Seminario di politica lacaniana, in Appunti N°66, p.2. J.-A.Miller, La Scuola di Lacan,in Delucidazioni su Lacan, Antigone Edizioni, 2008, p.337. Ibidem, p.341. Ibidem, p.336. Ibidem, p.336. J.A.Miller , Seminario di politica lacaniana , in Appunti n°59, p. 16 J.Lacan, L’adresse du juri, in Sem. di politica lacaniana, in Appunti n° 66, p. 11 J.A.Miller , Seminario di politica lacaniana , in Appunti n°66, p. 12. J.Lacan, L’adresse du juri, in Sem. di politica lacaniana, in Appunti n° 66, p. 11 J.-A.Miller, La Scuola di Lacan,in Delucidazioni su Lacan, Antigone Edizioni, 2008, p.334. J.-A.Miller, La Scuola di Lacan,in Delucidazioni su Lacan, Antigone Edizioni, 2008, p.332. Ibidem, p.333. Ibidem, p.334.

17 gen 2011

VENERDI' 21 GENNAIO 2011 "Je T'aime, Moi non plus. Uomini e donne secondo Lacan" JEAN-LOUIS GAULT

Per il Ciclo di Conferenze dal titolo "Tra l'uomo e le donna", organizzato dall'Antenna del Campo Freudiano di Rimini e dall'Istituto Freudiano per la clinica, la terapia e la scienza, venerdì 21 Gennaio si terrà il seguente incontro: PROGRAMMA ore 20:00-20:30 Registrazione partecipanti ore 20:30-22:30 Je T'aime, Moi non plus. Uomini e donne secondo Lacan Docente relatore: JEAN-LOUIS GAULT, Nantes Psichiatra, Psicoanalista AME dell'AMP e dell'ECF, Docente della Sezione clinica di Nantes ore 22:30-23:30: Dibattito Docente relatore M. ANTONELLA DEL MONACO Psicoanalista della SLP e dell'AMP, Docente incaricato dell'Istituto freudiano Luogo: Sala degli Archi - Palazzo dell'Arengo - Piazza Cavour - Rimini

IL BAMBINO E LE FAMIGLIE recensione di Maria Rita Conrado presente sui siti: http://www.ilcortile-consultorio.it; http://www.psicologiutili.it

Il bambino e le famiglie è un testo variegato e complesso ma agile e stimolante. E’ un testo che non si rivolge solo agli “addetti ai lavori” ma al mondo della cultura e, in definitiva, alle famiglie stesse per la sua vivace chiarezza e per la sintesi puntuale che non manca mai il bersaglio del rigore d’indagine psicoanalitica. Tale volume, secondo della collana promossa dall’Antenna di Rimini, si propone di articolare con l’attualità ciò che il testo di Jacques Lacan I complessi familiari indaga e, per certi versi, preconizza in merito alla crisi che attraversa la famiglia contemporanea e alla nascita delle nuove forme familiari. Il bambino e le famiglie si apre con una tavola rotonda intitolata “Il padre fra sacro e profano” a cui sono intervenuti: Giovanni Roseo, a cui il volume è dedicato; il Vicario Generale della Diocesi di Rimini, Aldo Amati, che affronta lo statuto della paternità di Dio dall’Antico al Nuovo Testamento; lo studioso di arte sacra e simbolica Alessandro Giovanardi che, per articolare il tema della paternità nell’arte sacra, commenta tre opere del Maestro di Faenza e due di Giovanni Bellini e dei suoi allievi; il direttore d’orchestra Paolo Olmi che discute la figura e il concetto di paternità nella drammaturgia del teatro d’opera; lo psicoanalista Pierre-Gilles Gueguen che puntualizza il concetto di funzione paterna secondo Freud e Lacan. In tale tavola rotonda, in un confronto fecondo tra teologia, arte sacra, musica e psicoanalisi, come scrive Antonio Di Ciaccia viene “affrontata la questione – de I complessi familiari - dal lato del padre: la sua figura, la sua funzione, il suo statuto, la sua stessa esistenza e non esistenza, la sua incarnazione o il suo rigetto nell’essere umano”. Il volume prosegue con cinque lezioni “magistrali” di Esthela Solano-Suarez, Massimo Termini, Virginio Baio, Lilia Mahjoub e Pierre-Gilles Gueguen, in cui I complessi familiari viene commentato in prospettiva con il successivo insegnamento di Lacan, fino agli avanzamenti intorno all’elaborazione de “I nomi-del-padre” e alla clinica borromea posto in dialettica con le nuove morfologie che oggi la famiglia e le nuove forme del disagio infantile e adolescenziale assumono. Una terza parte, intitolata “Al giorno d’oggi” esordisce con un caso clinico trattato presso il Centro Psicoanalitico per la Consulenza e la Terapia (CPCT) di Parigi, dedicato alla funzione di “taglio” che il trattamento analitico può operare tra una madre e una figlia laddove la funzione paterna è risultata inoperante. Segue un testo di Massimo Termini dedicato all’Amleto, che tratta dell’emersione del desiderio soggettivo tra inibizione e lutto dell’identificazione al fallo. Conclude la terza parte un testo di Lilia Mahjoub in cui I complessi familiari viene riconsiderato alla luce della caduta dei significanti padroni e dell’ascesa allo zenit dell’oggetto a, posizione in cui lo stesso bambino può sempre più spesso ritrovarsi. Nella quarta parte, brevi ma stimolanti contributi di Marianna Matteoni, Loretta Biondi, Gabriele Pazzaglia, Antonella Del Monaco e Loredana Zani affrontano: l’autismo tra la psicopatologia delineata da Lacan nei Complessi e l’attualità della discussione sulle tecniche terapeutiche svincolate da un’etica del soggetto; l’irriducibile della trasmissione tra genitori e figli nell’analisi più breve che Freud abbia condotto, quella di Gustav Mahler; la maniera in cui l’Edipo si sostanzia o meno, nelle famiglie odierne, come organizzatore psichico dello sviluppo; le funzioni genitoriali che nella famiglia di oggi non trovano più in chi incarnarsi o che vanno in “tilt”; la tossicomania, che mette in scacco il rapporto con l’Altro e con l’inconscio tramite un oggetto tirannico e la posta in gioco nella direzione della cura. Il volume si conclude con un approfondimento teorico di Raffaele Calabria dedicato all’”Io attraverso gli schemi ottici utilizzati da Lacan”. Nell’ipotesi finale, ovvero che “l’io è il luogo per eccellenza dell’immaginario, il cui annodamento col simbolico ed il reale è concepito da Lacan come la prima, fondamentale ed imprescindibile articolazione della scoperta freudiana”, potrebbe riconoscersi il senso del posizionamento di tale contributo a coronamento del volume e il punto di congiunzione con l’inizio, dedicato al padre e alla funzione paterna: come se il nodo con cui i tre registri, reale, simbolico e immaginario, si articolano rappresentasse quel “Nome-del-Padre”, di cui si può fare a meno solo servendosene, che fonda l’etica e la pratica della psicoanalisi di orientamento lacaniano.

CONFERENZE 2011 "TRA L'UOMO E LE DONNE" - VENERDI' 21 gennaio, 25 febbraio, 11 marzo, 15 aprile 2011

www.istitutofreudiano.it www.bibliotecalacaniana.it www.lapsicoanalisi.it www.cecli.it www.forumpsi.it • Partecipazione gratuita • EVENTI E.C.M. • Diritti di segreteria 40,00 per l’attestato finale E.C.M. Info e iscrizioni: Cell: 338 8230339 E-mail: fedrabucelli@gmail.com Istituto freudiano PER LA CLINICA, LA TERAPIA E LA SCIENZA ANTENNA del Campo freudiano di Rimini ISTITUTO ABILITATO AI SENSI DELL’ARTICOLO 3 DELLA LEGGE 18.12.89, N°56 (D.M.31.12.93) ADEGUAMENTO AI SENSI DEL D.L. DEL 25 MAGGIO 2001 CON IL PATROCINIO DELLA PROVINCIA DI RIMINI VENERDI' 21 gennaio 2011 ore 20:00-20:30 Registrazione partecipanti ore 20:30-22:30 Je T'aime, Moi non plus. Uomini e donne secondo Lacan Docente relatore: JEAN-LOUIS GAULT, Nantes Psichiatra, Psicoanalista AME dell'AMP e dell'ECF, Docente della Sezione clinica di Nantes ore 22:30-23:30: Dibattito Docente relatore M. ANTONELLA DEL MONACO Psicoanalista della SLP e dell'AMP, Docente incaricato dell'Istituto freudiano VENERDI' 25 febbraio 2011 ore 20:30-22:30 Le donne e i sembianti Docente relatore CAROLE DEWAMBRECHIES-LA SAGNA, Bordeaux Psichiatra, Psicoanalista AME dell'AMP e dell'ECF, Docente della Sezione clinica di Bordeaux ore 22:30-23:30: Dibattito Docente relatore LORETTA BIONDI, Psicoanalista della SLP e dell'AMP VENERDI' 11 marzo 2011 ore 20:30-22:30 Tra uomini e donne, i frammenti dell'amore Docente relatore: MASSIMO TERMINI, Roma Psicoanalista della SLP e dell'AMP, Docente dell'Istituto freudiano ore 22:30-23:30: Dibattito Docente relatore PIERANGELA PARI, Partecipante SLP VENERDI' 15 aprile 2011 ore 20:30-22:30 Perchè tra gli uomini e le donne le cose non vanno? Docente relatore ESTHELA SOLANO-SUAREZ, Parigi Psicoanalista AME dell'AMP e dell'ECF ore 22:30-23:00: Dibattito Docente relatore DOMENICO CIMINO, Partecipante SLP ore 23:00-23:30: Accreditamento ECM Luogo: Sala degli Archi - Palazzo dell'Arengo - Piazza Cavour - Rimini

22 nov 2010

INTERVISTA A LUISELLA BRUSA EFFETTUATA DALLA SEGRETERIA DELLA S.L.P. DI RIMINI IN OCCASIONE DELLA CONFERENZA PUBBLICA DEL 19 NOBEMBRE 2010

"Che vuole la donna?" Commedia e drammi della differenza sessuale alla ricerca della felicità. relatore: Luisella Brusa ____________________________________________________________________ IL SUO TITOLO RIPRENDE L'ENIGMA-SCOGLIO A CUI E' ARRIVATO IL PERCORSO FREUDIANO, CIOE': “CHE VUOLE UNA DONNA?” la psicoanalisi ha fatto dei passi avanti al riguardo? Assolutamente sì. Possiamo dire che la psicoanalisi sorge con il sorgere di questa stessa domanda "Che vuole la donna?", quesito che Freud ha estratto dall'inconscio e ha formulato a chiare lettere. E' un quesito prettamente moderno, che appare con la frattura che la modernità introduce nella tradizione ebraico cristiana, la nostra. E' stato Lacan ad aver storicizzato il quesito di Freud e ad aver risolto l'enigma. La psicoanalisi, l'esperienza psicoanalitica di ciascuno, se portata fino in fondo, conduce alla soluzione del quesito. LA FELICITA'... MOLTI LA PROMETTONO. COSA NE PENSA LA PSICOANALISI? E' UN TRAGUARDO RAGGIUNGIBILE? La psicoanalisi non la promette, è la sua differenza rispetto alle psicoterapie del mercato. Per contro si può tranquillamente dire che la raggiunge. Il percorso intermedio, che è quello di una 'analisi, trasforma radicalmente le componenti chimiche della felicità. Che inizialmente è impossibile perchè è composta da una miscela esplosiva, più il soggetto pensa dia avvicinarvisi e più soffre, e ciò è dovuto a quella che la psicoanalisi chiama la pulsione di mort. Con un'analisi la chimicha soggettiva - mantengo questa metafora che rende bene l'idea - cambia. La componente di pulsione di morte si alleggerisce e il soggetto può arrivarei alla sua meta, che nel frattempo ha cambiato miscela, non è più esplosiva, è alleggerita, è svuotata, è divenuta ciò che Lacan indica con il nome di desiderio. La felicità è abitare il proprio desiderio, non è un'orgia di godimento. E come tale è raggiungibile, è il vero fine di unanalisi. ESISTE UNA DIFFERENZA SESSUALE CHE RIGUARDA LA RICERCA DELLA FELICITA'? L'amore, la coppia, il matrimonio, il divorzio, il rimatrimonio, sono tutti tentativi, a volte maldestri, che i soggetti fanno per cercare la felicità a partire dalla differenza sessuale. La solitudine e la mancanza che marcano ciascuno di noi nella sua posizione sessuata, ci fanno cercare un balsamo nell'altro. E' una ricerca legittima, se la strada è ricca di incidenti è per via della domanda da cui siamo partiti, "Che vuole una donna?", una domanda che in questa ricerca della felicità funziona come fonte di angoscia e come punto di smarrimento, per le donne altrettanto che per gli uomini, una domanda accecante che fa accettare condizioni di infelicità anche grande nelle relazioni, in nome del fantasma con cui ciascuno risponde inconsciamente all'enigma.

10 nov 2010

Segreteria SLP RIMINI: Intervento pronunciato in occasione della giornata in preparazione al Convegno di Torino 2010 “DALLA PARTE DELL'INCONSCIO”

LA "COMUNICAZIONE OUTRE" IN UN TESTO DI GIORGIO GABER di Omar Battisti. __________________________________________________________________ Il testo di cui vorrei trattare si chiama "Il porcellino", ed è un monologo tratto da "Anni affollati", la stagione teatrale di Gaber dell'anno 1981. Ho pensato a questo testo per due motivi: il primo è che c'è qualcosa che mi parla dell'inconscio; il secondo è che questo qualcosa è l'ipotesi che Gaber stia parlando segretamente con Freud. "Il porcellino" è realmente presente in scena: in una gabbia è chiuso un porcellino d'india con cui Gaber sta parlando. Questo porcellino è chiamato "Gismondo". L'associazione che mi viene in mente è quella tra Gismondo – Sigismondo e Sigmund. Inoltre c'è una serie che vorrei estrapolare dal testo: parola – gioco – libido – morte. Questa catena mi pare come qualcosa lungo cui scorre una questione che si potrebbe porre su due piani: su un primo piano si tratterebbe di come è possibile farsi capire da un altro; su un altro piano invece si tratterebbe del fatto che manca "la possibilità di dire una cosa a un altro". L'aver chiamato il porcellino "Gismondo" mi porta ad alcune considerazioni: l'altro con cui Gaber sta parlando, e aggiungo con cui sta cercando di farsi capire, è un animale in gabbia che ha un nome che evoca quello di Freud. Gaber gli spiega che "la parola è importante" perchè "Se tu a uno gli fai: , quello sta zitto", ma quando gli intima di mangiare il mandarancio che gli ha portato, di fronte al fatto che il porcellino non lo mangia, considera che "la parola non è tutto" e che "esistono linguaggi più semplici e misteriosi", "quelli della comunicazione ". Ed ecco allora che il richiamo va al gioco. Mi preme evidenziare che, al di là di quello che Gaber dice rispetto al gioco, alla fine di questo passaggio è come se si accorgesse che il porcellino non lo ascoltava, era "distratto", perchè forse è "un pò imbecille". Quindi, si potrebbe dire che questo altro non può capire. Ecco allora che si passa dal gioco alla "libido", al livello di quelli che Gaber nel testo considera come istinti uguali per tutti, dunque un livello dove forse potrebbe capirsi con il porcellino Freud. Tuttavia anche qui viene "respinto" e Gaber comincia una breve disputa dove ricorda l'importanza dell'amore per trovare "un punto di intesa", "una penetrazione". A partire dall'equivoco delle penetrazione, si potrebbe dire che Gaber constata il fallimento della comunicazione con l'altro in questione, il porcellino Freud, e passa a trattare della morte, come "qualcosa che valga per me, per te". Qui vorrei precisare che non è più in questione il fatto di potersi capire con un altro, ma che ci sia qualcosa da cui nessuno può sfuggire, con cui ognuno è costretto a fare i conti. Ma nel proseguo del monologo Gaber parla del fatto che ha visto un porcellino morire e considera che "quando si muore bisogna anche godere" e che "il peggio è per chi assiste". A partire da questa frase è come se ci fosse un repentino cambio di registro, cioè è come se Gaber non stesse più parlando con il porcellino, ma parlasse con un altra dimensione. Infatti continua dicendo: "E mio padre moriva". Di fronte a questa morte Gaber porta in primo piano che "non basta capire, bisognerebbe essere". Quindi a questo livello non sarebbe importante la possibilità di farsi capire, ma forse si potrebbe dire che c'è in gioco la possibilità di condividere un'esperienza di fronte alla quale "mancava la possibilità di dire una cosa ad un altro". Vorrei far presente che non si tratterebbe tanto della mancanza di una parola da dire, ma ancora più radicalmente, è la possibilità stessa del dire che manca. Quindi non è tanto che manca la parola ma che manca proprio il dire. Davanti a questa mancanza radicale, Gaber fa presente nel monologo che allungò una mano verso il padre morente, "ma con paura, senza amore", e aggiunge che "forse è solo questo che possiamo fare senza ingannare noi stessi". Questo passaggio mi evoca la frase di Lacan che l'angoscia è ciò che non inganna, e mi riporta al reale di Lacan. Il monologo termina con Gaber che si chiede: "Ma se non esiste più neanche un essere [...] con cui puoi..." e non termina la frase, come a rincarare la dose sul fatto che manca la possibilità di dire. Ciò che resta è la fine del monologo, con Gaber che ripete per tre volte la frase "sono solo!", l'ultima volta con un grido che mi da i brividi.

4 nov 2010

CHE VUOLE LA DONNA? Commedia e drammi della differenza sessuale alla ricerca della felicità

CONFERENZA PUBBLICA GRATUITA VENERDI' 19 NOVEMBRE DALLE 21.00 ALLE 23.00 PRESSO SALA DEGLI ARCHI PALAZZO DELL'ARENGO - PIAZZA CAVOUR RIMINI INTERVIENE: LUISELLA BRUSA Psicoanalista della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi, membro A.M.P. ed E.F.P.

27 ott 2010

PROGRAMMA 2010-2011 DELL'ANTENNA DEL CAMPO FREUDIANO DI RIMINI

Istituto freudiano PER LA CLINICA, LA TERAPIA E LA SCIENZA ______________________________________________________________________ ATTIVITA' Gli insegnamenti delle Sezioni cliniche e delle Antenne del Campo freudiano sono finalizzati alla formazione scientifica di psicoanalisti, psichiatri, psicologi, assistenti sociali, educatori, operatori del campo della salute mentale e di coloro che, a diverso titolo, desiderino acquisire una formazione nel campo della psicoanalisi. Le attività dell’Antenna di Rimini prevedono un Seminario di lettura e commento del testo di Jacques Lacan “ Il Seminario. Libro XVIII. Di un discorso che non sarebbe del sembiante (1971) ”, tenuto da Docenti delle Sezioni cliniche europee, un Seminario di discussione dei casi clinici, presentato da Docenti dell’istituto freudiano, Gruppi di studio, Conferenze con l’obbiettivo di sviluppare e approfondire nozioni relative alla pratica clinica attraverso l’uso degli strumenti teorici e concettuali della psicoanalisi. Tutte le Sezioni cliniche sono dirette da JACQUES-ALAIN MILLER, Direttore del Dipartimento di Psicoanalisi dell’Università di Parigi VIII. www.istitutofreudiano.it www.scuolalacaniana.it www.bibliotecalacaniana.it www.lapsicoanalisi.it www.forumpsi.it www.cecli.it INFO Istituto Freudiano, via Palestro, 30 – 00185 Roma tel. 06 6786703 – Fax 066786684 e-mail: segreteria@istitutofreudiano.it TEMA DELL’ANNO Tra l’uomo e le donne ________________________________________________________________ SEMINARIO FONDAMENTALE Il Seminario fondamentale è costituito da due insegnamenti: uno teorico, che prevede la lettura ed il commento di un testo di Jacques Lacan ed uno pratico che prevede l’esposizione di casi clinici che evidenzieranno il valore operativo della teoria. Testo di riferimento Lettura ed il commento del testo di Jacques Lacan: “Il Seminario. Libro XVIII. Di un discorso che non sarebbe del sembiante”, Einaudi, Torino 2010 20 novembre 2010 Docente invitato: Luisella Brusa (Milano) Caso clinico presentato da: Giuliana Capannelli (Ancona) 22 gennaio 2011 Docente invitato: Jean-Louis Gault (Parigi) Caso clinico presentato da: Ezio De Francesco (Roma) 26 febbraio Docente invitato : Carole Dewambrechies-La Sagna (Bordeaux) Caso clinico presentato da: Brigitte Laffay (Conegliano Veneto) 12 marzo 2011 Docente invitato : Massimo Termini (Roma) Caso clinico presentato da: Cristiana Santini (Fano) 16 aprile 2011 Docente invitato : Esthela Solano Suarez (Parigi) Caso clinico presentato da: Pasquale Indulgenza (Bologna) ORARI Seminario teorico: ore 09:00 – 13:00 Seminario di casi clinici: ore 14:30 – 17:30 LUOGO Hotel RAMADA RIMINI VILLA ROSA, viale Vespucci, 71 – RIMINI ___________________________________________________________________________________________________________  Gruppo di studio 1 Seminario di introduzione alla lettura di Sigmund Freud Sessualità versus sessuazione Testi di riferimento S. Freud, Tre saggi sulla teoria sessuale (1905), in Opere, vol.IV, Boringhieri, Torino 1978, pp. 514-534; S. Freud, Alcune conseguenze psichiche della differenza anatomica tra i sessi (1925), in Opere, vol. X, Boringhieri, Torino 1978; S. Freud, La femminilità (1932), in Opere, vol. XI, Boringhieri, Torino 1978; S. Freud, Analisi terminabile e interminabile (1937), in Opere, vol. XI, Boringhieri, Torino 1978, pp. 533-535 Coordinano LORETTA BIONDI, FEDRA BUCELLI Date  21 novembre 2010  14 dicembre 2010*  23 gennaio 2011  27 febbraio  13 marzo 2011  17 aprile 2011 Orario ore 08:30 – 11:00 Luogo Hotel RAMADA RIMINI VILLA ROSA, viale Vespucci, 71 - RIMINI * ore 20:00 – 22:30 viale Dardanelli, 11 - RIMINI  Gruppo di studio 2 Seminario di introduzione alla lettura di Jacques Lacan Sulla sovra determinazione in psicoanalisi Testi di riferimento A. Lacan, Il seminario su "La lettera rubata", in Scritti, vol. I, Einaudi, Torino, 1974. J. Lacan, Il Seminario. Libro II. cap. XXIII, Psicoanalisi e cibernetica, o della natura del linguaggio. Conferenza, Einaudi, Torino, 2006. J. Lacan, Il Seminario. Libro IV. Cap. XIV, Il significante nel reale, Einaudi,Torino, 1996. S. Freud, L'interpretazione dei sogni, in Opere, Vol. III, Bollati Boringhieri, Torino,1998. Edgar Allan Poe, La lettera rubata, Mursia Editore, 2009. Coordinano RAFFAELE CALABRIA, MARIA ANTONELLA DEL MONACO Date  21 novembre 2010  23 gennaio 2011  27 febbraio 2011  13 marzo 2011  17 aprile 2011  15 maggio 2011*  22 maggio 2011* Orario ore 11:15 – 13:15 Luogo Hotel RAMADA RIMINI VILLA ROSA, viale Vespucci, 71 - RIMINI * ore 10:00 – 12:30 via Roma, 7 - RIMINI  Laboratori di costruzione logica del caso clinico Un allievo dell’Istituto presenta un caso della sua pratica, come conclusione di un lavoro confrontato con gli altri suoi colleghi, perché uno psicoanalista ne evidenzi e colga valori operativi in riferimento alla struttura, la funzione del sintomo, la diagnosi. Date  20 novembre 2010  22 gennaio 2011  26 febbraio 2011  12 marzo 2011  16 aprile 2011 Orario: ore 18:00 – 20:00 Luogo Hotel RAMADA RIMINI VILLA ROSA, Viale Vespucci, 71 – RIMINI Coordinano GIULIANA CAPANNELLI, EZIO DE FRANCESCO, BRIGITTE LAFFAY, CRISTIANA SANTINI, PASQUALE INDULGENZA _______________________________________________________________________________________  L E C O N F E R E N Z E P U B B L I C H E • Venerdì 19 novembre 2010 Relatore: LUISELLA BRUSA Orario ore 20:45 – 23:00 Luogo Sala del Buonarrivo - Palazzo della Provincia, Corso d’Augusto, 231 - Rimini • Venerdì 21 gennaio 2011 Relatore: JEAN-LOUIS GAULT Orario ore 20:45 – 23:00 Luogo Sala degli Archi – Palazzo dell’Arengo, piazza Cavour – Rimini • Venerdì 25 febbraio 2011 Relatore: CAROLE DEVAMBRECHIES-LA SAGNA Orario ore 20:45 – 23:00 Luogo Sala degli Archi – Palazzo dell’Arengo, piazza Cavour - Rimini • Venerdì 11 marzo 2011 Relatore: MASSIMO TERMINI Orario ore 20:45 – 23:00 Luogo Sala degli Archi – Palazzo dell’Arengo, piazza Cavour – Rimini • Venerdì 15 aprile 2011 Relatore: ESTHELA SOLANO-SUAREZ Orario ore 20:45 – 23:00 Luogo Sala degli Archi – Palazzo dell’Arengo, piazza Cavour – Rimini Sono stati richiesti i crediti ECM Antenna DEL CAMPO FREUDIANO di Rimini Segreteria organizzativa Viale Dardanelli, 11 - 47921 Rimini Mob. 335 8092575 E-mail: antennarn.istfreudiano@gmail.com ________________________________________________________________________________________________ Iscrizione La domanda di ammissione va inviata entro il 15 novembre 2010 alla Segreteria organizzativa (per e-mail o per posta). L’iscrizione risulterà effettiva dopo l’accettazione della domanda ed il pagamento della quota d’iscrizione.  Quota intera: € 300,00  Quota studenti: € 250,00 Commissione di coordinamento Antonio Di Ciaccia, Presidente dell’Istituto freudiano Loretta Biondi, Coordinatore Fedra Bucelli, Coordinatore Raffaele Calabria, Coordinatore, Docente incaricato Maria Antonella Del Monaco, Coordinatore, Docente incaricato

Intervento pronunciato il 18/09/2010 in occasione della giornata "Intercartelli" organizzata dalla Segreteria della S.L.P. di Rimini e Bologna

"LA MIA ESPERIENZA DEL CARTELLO" Domenico Cimino _________________________________________________________________________________ Alcuni anni fa ho partecipato al mio primo Cartello. Eravamo quattro “più uno” e abbiamo lavorato insieme per circa tre anni. Il Cartello, così come avviene per l’analisi, richiede una certa regolarità e un certo sforzo. E’ un gruppo in cui ci si incontra regolarmente e si lavora intorno ad un argomento o a uno scritto, da angolature soggettive anche molto diverse tra loro e si tenta di testimoniare e trasmettere del proprio lavoro singolare che è svolto in solitudine. Il Cartello ha a che fare con il sapere, ma di quale sapere si tratta? Se ripenso al mio percorso universitario posso testimoniare di un mio diverso rapporto con il sapere. Per me il sapere universitario era l’assimilazione di un certo numero di formule da ripetere a chi mi avrebbe valutato, ed eventualmente riconosciuto attraverso un atto simbolico che mi avrebbe autorizzato a praticare. Il sapere universitario era per me un sapere soporifero che non includeva la mia soggettività. Ho trascorso il periodo dell’Università “desiderando di ricevere la patente come a scuola guida”, come afferma Lacan a proposito della formazione dell’analista. Successivamente, una volta raggiunto il tanto agognato titolo, sono andato alla ricerca di strumenti grazie ai quali svolgere la professione di psicologo. Tale ricerca si era delineata proprio perché, ma ancora non me ne rendevo conto, il sapere accumulato all’Università mi lasciava in una posizione di impotenza e smarrimento. Poi ho incontrato la psicoanalisi. Il sapere di cui si tratta nel Cartello non è lo stesso del sapere universitario. Ciò che conduce al sapere, afferma Lacan , non è il desiderio di sapere ma il discorso dell’isterica. Nella teoria dei “quattro discorsi” concettualizzata da Lacan , vediamo che al sapere vengono assegnati diversi destini a seconda del discorso preso in considerazione. Nel discorso universitario il sapere è collocato nel luogo dominante del discorso, il posto dell’agente. Il sapere nel discorso universitario non solo è in una posizione di comando, ma è anche situato sopra la barra della rimozione, sotto cui troviamo, nel posto della verità, S1, il significante padrone. Nel discorso dell’università, per quanto riguarda il sapere, si tratta di un sapere saputo, un sapere teorico , cumulabile, la cui verità non è l’insegnamento, infatti il luogo dell’agente è anche chiamato da Lacan parvenza, ma il tentativo di comando di colui che insegna nei confronti degli studenti. Ciò non significa che l’insegnate sia un dittatore, ma si tratta di una struttura discorsiva, quindi che fa legame sociale e gruppo, in cui il sapere è fatto agire ed è condizionato dall’autorità che l’autorizza (S1) e che prevede che ci sia identificazione. Per quanto riguarda il discorso dell’isterica, si tratta di un funzionamento discorsivo che è centrale anche per l’analizzante. Per Lacan il soggetto in analisi deve passare per il discorso isterico proprio perché attraverso il sintomo (S barrato), interroga il Significante padrone (S1) per produrre un sapere (S2) . Tuttavia, il sapere prodotto è contrassegnato dall’impossibilità con il termine che occupa il posto della verità, ovvero l’oggetto causa del suo desiderio. Nel discorso dell’analista il posto della verità è occupato dal sapere (S2). Il sapere in questa posizione sta ad indicare che la verità come sapere è un enigma . Nel discorso dell’analista, egli opera attraverso l’interpretazione in modo allusivo, enigmatico, in un modo che non rinvii ad un significato ma che, attraverso un semi-dire , spinga il soggetto a produrre il proprio sapere fino al suo limite. Il soggetto in analisi attraverso l’associazione libera, infatti, è paradossalmente costretto a produrre un proprio sapere. Per cui possiamo affermare che il sapere relativo al cartello non è assimilabile al sapere del discorso dell’università, in quanto questo è un sapere autoritario. Si avvicina al discorso dell’isterica in quanto spinge alla produzione di un sapere, ma rimanda al sapere del discorso dell’analista poiché in tale discorso il sapere in gioco è dalla parte del soggetto ed è limitato. Lacan afferma che lo psicoanalista deve rinunciare ad ogni tentazione di rispondere anche solo un po’ alla domanda , deve cioè rinunciare a promuovere l’identificazione nel paziente. Lo stesso avvertimento sembra essere l’intento di Lacan di far ruotare il lavoro della Scuola intorno al Cartello. Il Cartello non a caso è contemporaneo alla creazione della Scuola. Per Lacan è impossibile che gli psicoanalisti formino un gruppo ed è proprio per questo che inventa il Cartello. Miller osserva che con la creazione del piccolo gruppo per effettuare il lavoro della Scuola, Lacan intendeva istituire un dispositivo di lavoro non gerarchico, in cui venisse meno l’identificazione al leader, a colui che detiene il sapere . Lacan non disconosce il fatto che in ogni gruppo ci sia un leader, ma lo fa funzionare come un leader modesto, misero . Per quanto riguarda il mio posto nel Cartello a cui ho partecipato, mi ero domandato da quale angolatura affrontare l’argomento scelto. Decisi di partire da ciò che in quel periodo suscitava in me molti interrogativi. Partii dal lavoro che effettuavo in ambito sociale ed educativo, a contatto con ragazzi con diagnosi di ritardo mentale. Il lavoro con questi ragazzi destava in me numerosi interrogativi e non potevo accontentarmi di considerare il ritardo mentale unicamente come il risultato ad un test. Questa insoddisfazione è stato il motore del mio lavoro nel Cartello e insieme agli altri membri, non ho trovato delle risposte, ma ho potuto ricalibrare la mia posizione nel lavoro con queste persone. E’ interessante notare che in questo fenomeno il soggetto si pone, nei confronti del sapere, in una posizione particolare. Il soggetto con ritardo mentale, nell’ottica di Lacan, si fa infatti debile per lasciare la verità e il sapere nel luogo dell’Altro, e rimanere così in una posizione in cui non sia messa in gioco la soggettività .

4 ott 2010

Resoconto della gionata "Intercartelli" a Ravenna

Sabato 18 settembre 2010 si è tenuta a Ravenna una giornata di studio, promossa dalle segreterie di Bologna e di Rimini e dedicata al lavoro dei cartelli. I primi complimenti vanno fatti ai relatori cartellizzanti: tutti, nell'agilità del loro testo, hanno testimoniato dell'effetto soggettivo che la logica del non-tutto del cartello produce. Grazie, poi, ai discutants e moderatori: le loro sollecitazioni e puntuali domande hanno prodotto un vivace dibattito anche da parte del pubblico partecipante. Tra gli interrogativi significativi: come si fa a trasmettere un sapere che abbia a che fare con l'inconscio? In cosa si differenzia il sapere prodotto dal cartello rispetto al sapere universitario? Un grazie particolare al responsabile nazionale dei Cartelli, C. Viganò, che nelle conclusioni ha saputo articolare soggettivazione del sapere sorto nel cartello e spazio dell'atto conclusivo del cartello stesso, cioè il prodotto scritto. Il tutto nella cornice di una bella riflessione che la presidente della SLP, P. Francesconi, ci ha donato nella sua presentazione della giornata e che riporterei in questo modo: la verità anamorfica del cartello è un sapere che è già lì e che attraverso il lavoro del piccolo gruppo potrà diventare un nuovo sapere. Ci siamo così trovati a vivere, con un certo fascino, un momento di Scuola. Cordialmente Raffaele Calabria

Il libro di cui si parla: "Il bambino e le famiglie".

Recensione di Miquel Bassols al libro dell'Antenna del Campo Freudiano di Rimini "Il bambino e le famiglie", Marianna Matteoni, Gabriele Pazzaglia (a cura di), Panozzo Editore, Rimini 2010. Il libro è stato pubblicato dall'Antenna del Campo freudiano di Rimini. È il secondo di una collezione promossa dai nostri colleghi ed è dedicato a un carissimo personaggio, Giovanni Roseo, deceduto poco tempo fa e che ho avuto il piacere di conoscere più da vicino in una giornata di lavoro in quella città. Giovanni Roseo ha significato per molti dei colleghi di Rimini il primo incontro con la causa analitica e ha avuto una funzione eminente nella creazione della sede della città della Scuola Lacaniana di Psicoanalisi e dell'Antenna di Rimini, di cui è stato il primo responsabile. La sua partecipazione nelle attività che hanno motivato questo libro lo rende un documento parlicolarmenrte toccante per tutti coloro che hanno lavorato con lui. Il bambino, quindi, e le famiglie. Si tratta, infatti, del bambino al singolare, delle famiglie al plurale. La pluraltzzazione delle forme familiari, che va di pari passo con una pluralizzazione mutevole della funzione simbolica dei nomi del padre, viene affrontata in questo volume attraverso i suoi molteplici versanti nella clinica e nel1a teoria. Lo studio della funzione simbolica del padre è la parte più trattata - nella tavola rotonda che apre il volume così come nei lavori delle altre partí - e ciò indica il valore di sintomo che questa funzione assume nel1'attualità dei nuovi legami familiari. Se il bambino è, secondo 1a formula lacaniana, sintomo della coppia parentale, il padre è anche i1 sintomo delle nuove forme familiari. L'argomento viene trattato da prospettive molto diverse, ed è ciò che dà a questo volume un valore speciale all'interno degli sviluppi del Campo freudiano. La tavola rotonda, con il tema "Il padre tra sacro e profano", include gli interventi di vari partecipanti come Aldo Amati (Vicario Generale della Diocesi di Rimini), Alessandro Giovanardi( Studioso di arte sacra e simbolica), Paolo Olmi (Direttore d'orchestra)e Pierre-Gilles Guéguen (Psicoanalista) sotto la presidenza del già nominato Giovanni Roseo. Così come il discorso religioso sostiene che "figli di Dio non si nasce, non è un fatto creaturale"(p. 18), allo stesso modo il padre ne1la sua funzione simbolica deve essere "adottato" dal soggetto come un nome di un godimento che deve essere perduto per dargli un posto nel mondo. Lo studioso dell'arte sacra indica la presenza piuttosto "misteriosa e sottile [...] segreta del Padre" che incarna una specie di "silenzio assoluto" nella scena della famiglia di tradizione cristiana (p. 15). I diversi ritratti del padre, dal padre dell'amore al padre malvagio, fanno apparire così le diverse forme di quel fatto di struttura che Freud situò come il luogo del padre morto nel linguaggio e che Lacan formalizzò come l'operatore della separazione del bambino dal godimento della madre. Cosa dire allora del destino della famigiia per il soggetto se non che deve compiere (per sé) la funzione di separar1o dai suoi primi oggetti per permettergli un víncolo con il suo esterno? Tornare da qui alle elaborazioní di un primo Jacques Lacan, anteriore al Lacan che iniziò il suo insegnamento nel 1953,è un percorso necessario per capire l'attualità di questa funzione della famíglia per il bambino e la bambina. Il riferimento maggiore è, infatti, il suo testo iniziale, precursore, del 1938 su "I complessi familiari nella formazione dell'indiuiduo", e che già allora dava conto del declino che la funzione paterna sperimenta nel mondo contemporaneo. Il volume dedica a questo tema tutta una seconda parte di prezíosi conmenti fatti da Esthela Solano, Massimo Termini, Virginio Baio, Lilia Mahjoub e Pierre-Gilles Guéguen. Il dibattito è, infatti, molto attuale, poiché "oggi la famiglia è divenuta un'istituzione molto fragile, un'istituzione di cui si vedono apparire nuove forme, come la famiglia monoparentale in cui non ci sono i due genitori che si occupano del bambino (p. 61). Lo studio e i commento di diversi casi clinici, dal padre inoperante, passando per il padre in Amleto o anche in Gustav Mahlea fino alla clinica dell'autismo al di là della sua riduzione a disturbo organico, indicano anche la funzione paterna come condizione necessaria per la nascita del soggetto nel legame familiare, a prescindere dalla forma che esso assume. Come scrive Antonio Di Ciaccia nella presentazione del volume: "In fondo I'essere umano ha talmente bisosno del padre che, quando non ce l'ha, almeno quando non ce l'ha come quel punto di riferimento stabile che funziona da perno nella sua vita, ebbene, allora se lo inventa" (p. l2). Ed è con questa invenzione, fuori da ogni nostalgia del padre, che il bambino del nostro tempo si fa soggetto delle famiglie da cui dovrà sapere, finalmente, separarsi. Miquel Bassols (testo pubblicato su: La Psicoanalisi n° 46 - luglio-dicembre 2009 - Studi Internazionali del Campo Freudiano - Rivista Italiana della Scuola Europea di Psicoanalisi, Casa Editrice Astrolabio, p. 316-318). Traduzione di Bianca Maria Lenzi