Jacques Lacan, Ancora.

"l'inconscio non è che l'essere pensa, l'inconscio è che l'essere, parlando, gode, e, aggiungo, non vuole saperne di più.
Aggiungo anche che questo vuol dire non sapere assolutamente niente".


J. Lacan, Il Seminario XX, Ancora.


20 apr 2016

Secondo Ciclo di Conversazioni del Centro Lacaniano di Psicoanalisi Applicata di Rimini e dell'IC Centro Storico di Rimini, con il patrocinio, tra l'altro, della SLP e della Segreteria di città di Rimini.

6 apr 2016

Terzo Evento Pubblico Segreteria cittadina 2016 Rimini

Terzo Incontro Seminario Segreteria cittadina 2016 Rimini 

4 feb 2016

Secondo Evento Pubblico segreteria cittadina 2016 Rimini

3 feb 2016

Secondo incontro Seminario Segretaria cittadina 2016 Rimini

20 ott 2015

Primo Evento Pubblico Segreteria cittadina 2015 Rimini



19 ott 2015

Primo incontro Seminario Segreteria cittadina 2015 Rimini


31 ago 2015

Appuntamento a Roma il 26 settembre,
per ulteriori informazioni clicca qui

15 apr 2015

23 mar 2015

Cari colleghi e amici
il mercoledi 25 marzo
ci sarà il prossimo incontro della Segreteria SLP di Rimini
 sul tema dell'anno: il corpo

CORPO E CORPORIZZAZIONE NELLA MODERN DANCE

presenta

Irene D'Elia
psicologa


Discutant
Adriana Isabel Capelli

psicologa, psicoterapeuta, membro SLP e AMP

MERCOLEDI 25 MARZO 2015 alle ore 20.45 in VIA DEI MILLE 34 - RIMINI

cordiali saluti,
Adriana Isabel Capelli
Omar Battisti
Gabriele Pazzaglia

Cari colleghi
 è con grande allegria che vi informo della nuova nomina AE della Scuola ,
 Antonella Del Monaco.
La comunità di Rimini  vuole farle arrivare un grande: Congratulazioni !!!
Aspettiamo presto poter ricevere il contributo prezioso
della sua testimonianza.

31 ott 2014


programma intercartelli Ravenna 2014

21 ott 2014

AVVIO DELLE ATTIVITA DELLA SEGRETERIA SLP DI RIMINI PER L'ANNO 2014/2015

Tema dell'anno

IL CORPO

Cari colleghi, cari amici
vi ricordiamo che


MERCOLEDI 22 OTTOBRE 2014 dalle ore 20.45 alle 22,45, IN VIA DEI MILLE 34 A RIMINI



si terrà il primo incontro di Segreteria con il seguente tema:

L'essere parlante e il suo avere un corpo

Presenta
ADRIANA ISABEL CAPELLI
psicologa-psicoterapeuta, membro SLP -AMP


Discutono
OMAR BATTISTI
psicologo - psicoterapeuta, partecipante SLP

GABRIELE PAZZAGLIA
psicologo partecipante SLP

Cordiali saluti,

Adriana Isabel Capelli
Omar Battisti
Gabriele Pazzaglia
per la Segreteria SLP Rimini

26 apr 2014

MERCOLEDI 30 APRILE DALLE ORE 20.45 ALLE ORE 22.45 IN VIA DEI MILLE, 34 -RIMINI

serata preparatoria al convegno SLP 14-15 giugno 2014

IL TRANSFERT
tra amore
e godimento
INTERVENGONO

OMAR BATTISTIPsicologo, psicoterapeuta, partecipante alle attività SLP

"Mi manca parlare con una donna"


ISABEL CAPELLIpsicologa, psicoterapeuta, membro SLP
Una introduzione al concetto di transfert

Un cordiale saluto

Isabel Capelli
Omar Battisti
Gabriele Pazzaglia

per la Segreteria SLP di Rimini

14 feb 2014

Attivita della Segreteria SLP di Rimini

Serata dedicata al lavoro di cartello

Mercoledi 26 febbraio dalle ore 20.45 alle ore 22.45 in via dei Mille, 34 - Rimini


Intervengono

Marianna Matteoni      psicologa, partecipante SLP
"C'è un tempo per ogni cosa sotto il sole"


Michela Bertuccioli         psicologa ,psicoterapeuta

"Il sintomo in medicina e in psicoanalisi:dalla domanda di cura al destino singolare"


Coordina
Gabriele Pazzaglia        psicologo partecipante SLP
                                     (responsabile Cartelli)


Conclusioni
Isabel Capelli  psicologo psicoterapeuta, membro SLP
Segretario di città


20 gen 2014



ATTIVITA DELLA SEGRETERIA SLP DI RIMINITEMA DELL'ANNO

UN REALE PER IL XXI SECOLO


Cari colleghi, cari amici
vi ricordiamo che:

mercoledi 29 gennaio 2014 dalle ore 20.45 alle 22.45 in via dei Mille 34 a Riminisi terrà un incontro della Segreteria
con il seguente tema:

"Il cartello e il reale" di Catherine Lacaze-Paule   Papers n. 6

"Evento di corpo" Monica Febres-Cordero de Espinel 
Papers n. 3 Lettura Maura Gaudenzi
Psicologa partecipante SLP

Lettura Gabriele Pazzaglia
psicologo partecipante SLP

Discutono Adelia Natali
psicologa allieva IF

Omar Battisti
psicologo psicoterapeuta partecipante SLP

Cordiali saluti Adriana Isabel Capelli   Omar Battisti
Gabriele Pazzaglia   

2 dic 2013


Al di là dell’odio: la logica del pas-tout e il lavoro in istituzione.

Lavoro come psicologa in una centro antiviolenza a gestione provinciale nato nel 2009. Si tratta di un luogo adibito ad accogliere donne che vivono una situazione di violenza (fisica, psicologica, sessuale o stalking) e di fornire, su richiesta delle stesse, consulenza legale e/o psicologica, costruendo insieme a loro, ove possibile, un progetto personalizzato per l’uscita dalla situazione di disagio.

‘Odio’ è una parola che sentiamo di frequente durante i colloqui ed è in generale un significante che accompagna spesso il discorso sociale e mediatico sulla violenza di genere. Non si tratta però solo di ‘Uomini che odiano le donne’, come gli omonimi libro e film, ma di una modalità di far fronte al proprio reale, che riguarda uomini, donne e operatori.

"L’odio come passione dell’essere è infatti, innanzitutto, odio per il linguaggio come luogo dell’alienazione significante che impone al soggetto una perdita inaggirabile d’essere…..", per cui si tratterebbe di un vero e proprio odio per la mancanza ad essere. La passione per l’essere e per la sua preservazione motiva, per esempio, il sadismo di certi ossessivi all’interno della vita amorosa. Umiliare il partner, fargli del male o semplicemente mortificare ogni suo progetto di vita non è altro che un modo per rimproverarlo di aver introdotto nel soggetto la dimensione della mancanza ad essere.

Di fatto, l’odio è la passione che più di tutte tende a toccare il reale dell’Altro, "…un odio solido, è qualcosa che si rivolge all’essere..", dirà Lacan qualche anno più tardi. Se l’odio è effettivamente "..quello che maggiormente si avvicina all’essere che io chiamo ex-sistenza", non è forse lecito considerarlo un modo di trattare il reale o meglio di cancellarlo?

Le formule della sessuazione di Lacan ci mostrano che le donne sono più vicine al reale in quanto hanno accesso a un godimento che non s'inscrive nella legge fallica, in questo senso dice Caroz: "Le donne sono vittime di violenza perché la logica del tutto, quando non è intaccata, non può che essere devastante per la logica del non-tutto. L'impotenza della logica del tutto a versare nell'universale le singolarità dei modi di godimento, conduce l'agente del fallo a utilizzare le armi per richiamare all'ordine il femminile. "

Monribot, nella giornata studio tenutasi a Rimini il 18/02/12 ha parlato di tre sorgenti dell’odio: il reale, S (A), e il non tutto. Se la versione dell’odio legata all’oggetto la possiamo situare spesso nell’uomo, l’odio del non tutto o di S (A) concerne uomini e donne; si odia ciò che non si comprende e il lavoro dell’amore verrebbe a trattare proprio quest’ odio fondamentale.

Alcune donne, dopo anni di percosse, si sono rivolte al centro antiviolenza, non a seguito dell’ennesimo maltrattamento o dell’episodio particolarmente feroce, come ingenuamente si potrebbe immaginare, ma quando scoprivano che il loro partner le aveva tradite. C’è come dire una persistenza delle donne a identificarsi attraverso l’amore: data l’impossibilità ad essere la donna, questa domanda viene circoscritta all’essere l’unica donna del proprio uomo, rapporto esclusivo già vissuto in quel ravage madre-figlia, in cui il godimento oltrepassa il soggetto ed esula dal godimento fallico. Spesso queste donne si accorgono che questa modalità di amare, senza regole, senza compromessi e senza limiti le mette in posizione di non essere più niente per l’altro, se non uno scarto maltrattato. Laurent nell’articolo Posizioni femminili dell’essere dice: "la falsa soluzione del masochismo femminile consiste nel volere, tra tutto e il niente, assicurarsi un posto nel fantasma dell’uomo. E’ una soluzione falsa perché la verità della posizione femminile non è di essere tutto o niente ma di essere altro per un uomo."

Un uomo per una donna può diventare la sua devastazione, il suo partner-ravage, dove " la devastazione è l’altra faccia dell’amore, è il ritorno della domanda d’amore, ciò vuol dire che è come il sintomo, ma ha un indice infinito"; come suggeriva Monribot, la radice dell’odio è la stessa radice del ravage, si tratta di nominare qualcosa di innominabile. Ma un uomo per una donna può anche essere il relè affinché la donna diventi quest’Altro per se stessa come lo è per lui. Come? Attraverso la parola d’amore.
Maura Gaudenzi

 

11 nov 2013



ATTIVITA DELLA SEGRETERIA SLP DI RIMINI TEMA DELL'ANNO

UN REALE PER IL XXI SECOLO


Cari colleghi, cari amici,
vi ricordiamo che
:

MERCOLEDI 20 NOVEMBRE DALLE ORE 20.45 ALLE 22.45 IN VIA DEI MILLE 34 a RIMINI

si terrà il terzo incontro di Segreteria con il seguente tema:


"Evento di corpo" Monica Febres-Cordero de Espinel  Papers n. 3
"Un reale, un amore, nel XXI secolo". Celine Menghi    Papers n. 4


LETTURA 
Pierangela Pari psicologa psicoterapeuta, partecipante SLP

LETTURA   Loretta Biondi psicologa psicoterapeuta membro SLP


DISCUTONO   Nicola Rosti Filosofo e Musicista

          Domenico Cimino               psicologo partecipante SLP

Cordiali saluti,
Adriana Isabel Capelli
Omar Battisti
Gabriele Pazzaglia

per la segreteria SLP di Rimini


25 ott 2013


Sintomo e reale, una relazione d’amore?
Una lettura di due testi di Papers 0 e 1
Come fare sintomo del reale? e L’amore e il reale.
Dai due titoli, questo: “Sintomo e reale, una relazione d’amore?”.
 

Vorrei segnare alcuni punti del lavoro di segreteria portato avanti nella serata del 23 ottobre a Rimini, cercando di includere quanto avevo esposto con ciò che mi pare ne abbia fatto seguito.

Sintomo e reale arrivano ad avere una relazione tra loro seguendo una temporalità d’apres-coup, dopo taglio, come ricorda Troianosky: «è stato in un secondo momento» anche se «ciò ex-sisteva da molto tempo». Qualcosa di reale si presenta fin da subito ma solo più tardi prende questa dimensione: reale come termine che Lacan inventa per nominare qualcosa che non ha nome, non si può dire e che occorre contestualizzare per circoscrivere. Non si tratta di una dimensione supplementare alla Verità, al Sapere e al Senso, ma è fuori serie, quasi come un effetto che non può prodursi, direi metaforicamente, nella stessa catena… di montaggio. Ciò che si produce su quella linea rimanda alla speranza de L’interpretazione, l’ultima parola che dice il vero sul vero, speranza che confonde le acque e crea difficoltà nella pratica. Un evento per me: a scuola con una prof. intervengo su un punto dicendo che quel ragazzo agisce in modo inconsapevole così che il ragionamento lì non serve. Emerge la sorpresa della prof e la mia perplessità di fronte a questa sorpresa: solo dopo mi si impone la questione della mia supponenza, l’illusione di sapere una verità che ella ignora. Un altro modo di trattare per me il punto di angoscia implicato nella vicenda. Un breve rimando: «il soggetto è sempre e soltanto supposto» (J. Lacan, Seminario XXIII pag. 47), si tratta del soggetto supposto sapere? Il reale come necessario allora si impone per tenere aperto il problema di come orientarsi nella pratica attuale, dove, scrive la Troianosky, il luogo simbolico è diverso dai tempi di Freud e Lacan così che i sintomi sono offerti dal soggetto alla scienza per essere subito risolti oppure corretti dalla tecnica. Il transfert diventa il campo proprio in cui possono prendere un’altra strada, strada che si presenta anzitutto secondo la via dell’amore. Di che amore si tratta? Del sentimento comico che Naveau riprende dal Seminario V di Lacan intorno a La scuola delle mogli di Molier? Un amore da commedia: un amore da ridere, dove tutta la verità non toglie l’inganno di fondo, credere che ciò che è stato non poteva che essere così, che l’incontro era predestinato, quando invece arriva come arriva, senza sorprese ed inaspettato. Il transfert è allora un nuovo amore rispetto a ciò? Si tratta invece di un amore che cede il posto al sapere? Invece di giocare direttamente la partita ci si interessa a scoprire secondo quali regole la si gioca. Invece di esigere la prova d’amore si prova l’amore, si esige la sua prova del nove per verificare dove e quando i conti non tornano. Di fronte a ciò si tratta di «un certo coraggio» di fronte a quello che nei conti non può che non tornare? La parola coraggio può portare fuori strada, verso un ideale da seguire ma non si può trattare di questo. Sarebbe interessante allora indagare l’atto e il coraggio, come due termini da mettere in tensione e questione.

Due versione dell’amore dunque e due versioni della psicoanalisi, come riporta Bruno De Halleux nella testimonianza di passe Il gioco dell’amore e del caso: una versione triste che si incaglia davanti a ciò che Laurent chiama «lasciare il tavolo del “gioco dell’amore e del caso” racimolando il sapere che si è acquisito sul proprio godimento e a cedere la armi dicendo: “sarà sempre così”», e una versione allegra della psicoanalisi dove «sapere se si ama o se si odia ed essere conseguenti alla decisione che si prende. […]. È una concezione della psicoanalisi nella quale non si ritira la propria puntata, in cui si continua a giocare con l’Altro» dove «si resta attaccati a un’altra parola rispetto alla parola d’amore, si resta attaccati al filo della parola e all’impegno in questa parola».

                                                                                                                      Omar Battisti